Le Mans un anno dopo: Ferrari in salita

Le Mans un anno dopo è sempre il sogno degli uomini in rosso e quest’anno anche di quelli in giallo considerando la terza Hypercar del Cavallino gestita da AF Corse.

Tornarci da vincitori alza le aspettative, ma regala nuove emozioni. Calado, Pier Guidi e Giovinazzi hanno voglia di riprovarci con la #51; Fuoco, Molina e Nielsen hanno voglia di riprendersi quando la sfortuna ha tolto loro nel 2023 con la #50 e poi c’è la vettura gialla #83 con Kubica, Ye e Shwartzman a recitare la parte degli outsider.

La pole se l’è presa la Porsche, la Ferrari si deve accontentare della seconda fila

Se non fosse per un BoP (balance of performance) molto severo con la 499P, perché andrà a tagliare la potenza sopra i 250 orari, le chance sarebbero molte di più. Così per battere Porsche e Toyota la Ferrari dovrà essere perfetta per 24 ore di fila. “Abbiamo lavorato sull’affidabilità per rendere più sicuri quei particolari che in una 24 ore potrebbero lasciare a piedi, poi abbiamo lavorato sulle strategie, sulle possibilità di cambiarle in corso d’opera migliorando la lettura della gara”, racconta Antonello Coletta, il grande capo delle operazioni, il Re Mida dell’Endurance. 

“La macchina c’è pur essendo gli unici che non hanno ancora speso nessun gettone per lo sviluppo– aggiunge – Il progetto è ancora quello iniziale e dopo Le Mans decideremo se intervenire quest’anno o l’anno prossimo. Se saremo in lotta per il campionato potremmo anche portare subito le modifiche. Arriviamo consapevoli di avere una buona macchina e una buona squadra. L’anno scorso abbiamo ottenuto pole, giro veloce e vittoria, non vogliamo farci cogliere impreparati. I nuovi parametri sono tosti, ma speriamo di poterci difendere”. Ci sarà da inventarsi qualcosa. A Imola e a Spa la 499P poteva vincere. A Le Mans sogna di riprovarci. Come un debuttante che qui sulle due ruote ha già vinto quattro volte. Occhio alla Bmw M4 di un certo Valentino Rossi (con Martin e Al Harty) che ha discrete ambizioni in GT3.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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